Geomanzia Tantrica – Lezione 13

Elementi di saggezza e di meditazione

L ERRORE LA PERDITA

Troppo sovente crediamo di avere ragione e siamo poco autocritici, mentre siamo molto spesso critici nei confronti altrui, quando vi è un errore, quando qualcosa non funziona, la colpa è sempre degli altri: nel caso di genitori e figli, l’uno incolperà all’altro e viceversa e l’incomprensione aumenterà e con essa anche il senso di fastidio, di avversione. Scatta automatico il senso di repulsione nei confronti di chi ci accusa di colpe che noi riteniamo ingiustificate o inesistenti.

Ma ci siamo mai chiesti che cosa significhi colpa, che cosa sia il senso di colpa?

La colpa di fatto non esiste. Esistono piccoli e grandi errori, di cui siamo coscienti, oppure no, sovente sbagliamo in buona fede. Esistono errori di poco conto ed errori gravi, entrambi portano danni a noi stessi o al nostro prossimo. Alcuni di questi possono essere riparati, altri sono irreparabili, come quando un essere uccide un altro essere, come quando un genitore uccide il proprio figlio o viceversa, e oggigiorno succede troppo sovente.

Ogni essere umano che venga al mondo, ogni essere umano ospitato da Gaia, ha in comune a tutti gli altri una voglia di vivere, una spinta ad agire, che noi chiamiamo desiderio. Il desiderio è sempre connesso con la soddisfazione, nel senso che “vuole e deve” essere soddisfatto. La soddisfazione dei desideri produce il piacere e questo a sua volta il senso di felicità, che ogni essere umano ricerca inseguendo i propri desideri. Ma il piacere ha un volto oscuro, è un despota e noi siamo suoi schiavi. Il desiderio è fortemente connesso al possesso che a sua volta è strettamente legato al concetto di IO. Di fatto vi è un errore principale dal quale tutti gli altri sono derivati, questo errore è stato identificato da lunghissimo tempo. In particolare è stato molto bene espresso nella medicina Ayurvedica, e di questo errore tutti siamo colpevoli: tutti diciamo continuamente IO, IO, IO ……….

Noi ci crediamo separati, abbiamo una visione distorta di ciò che siamo e del mondo che ci circonda, e questo vale per tutto il genere umano, escludendo i santi e pochi esseri illuminati. Vedere la colpa nell’altro è la conseguenza del senso, illusorio, di separazione tra gli esseri.

L’Ayurveda, la Medicina Tibetana, indicano quelli che sono i tre difetti principali della mente, che sono la causa di ogni malattia. Questi sono l’ignoranza, il desiderio, l’avversione.

L’ignoranza è il principale, determina i nostri errori, tutti facciamo errori perché tutti abbiamo una visione distorta della realtà: quindi perché accusare gli altri di errori che noi stessi facciamo, colpevolizzandoli. Non saranno gli stessi, ma hanno la stessa natura, la stessa matrice, dobbiamo, tutti insieme, prendere coscienza di questo fatto, purtroppo siamo uniti anche nell’errore.

Un senso dell’IO eccessivo, il ben noto egoismo, produce danno a noi e agli altri, danni prima mentali e poi fisici. Ad esempio, la grande avversione che proviamo, che creiamo, nei confronti di coloro che crediamo colpevoli nei nostri confronti, di fatto produce danni al nostro corpo, aumenta l’umore bile, che squilibra il sistema psicofisico e può ad esempio fare nascere danni nel fegato o generare calcoli alla cistifellea.

La rabbia che la mente produce è dunque un veleno per il nostro corpo, non solo la rabbia non è in grado di modificare alcunché, ma ci danneggia.

“l’Errore, la Perdita”, identifica sovente, un livello di desideri eccessivo, pericoloso, che non produce nulla di buono, questo genera uno squilibrio dell’elemento vento, che può, a lungo andare, creare danni al sistema nervoso e condurci alla nevrastenia, all’esaurimento nervoso.

Vi sono desideri giusti e naturali, altri sono il frutto di puro egoismo, distinguere fra i due è di fondamentale importanza. Desiderare di avere sufficiente cibo per noi e per la nostra famiglia è naturale, così come lo è desiderare il calore, il nostro corpo ne ha bisogno.

Desiderare tre cellulari, il computer portatile, la tv ad alta definizione, la Ferrari, due fidanzate e quant’altro è tutt’altro che naturale, è bene ricordarlo.

Tra tutte le sorelle è la più ribelle, la meno incline alla moderazione, la più presuntuosa, la più facilona.

             

Interpretazione

L'ERRORE LA PERDITA ROBOT

La sua forma è identica a quella della figura gemella “il Frutto del Giusto Lavoro”, ma è capovolta.

Sembra dunque una tasca che sia stata capovolta. Capovolgendola il suo contenuto fuoriesce, si perde, o comunque non rimane al suo interno. Da ciò nasce l’idea della perdita, l’errore consiste, rispetto all’esempio proposto, nel gestire il contenitore in modo improprio, in una maniera che necessariamente e inevitabilmente conduce alla perdita.

In una tasca si tengono le cose che ci appartengono. Sono nostre e non di altri, non vi è qui il concetto di condivisione che abbiamo visto prima. Qui il concetto di proprietà, sia pure in negativo, è forte e prioritario, così come lo era nella figura gemella. Rappresenta la proprietà gestita male, le spese superiori alle entrate, le difficoltà di bilancio. Per estensione la povertà.

L’elemento vento in questa figura è forte e crea un movimento che tende a ripetersi continuamente, ma la sua direzione e l’intensità non sono prevedibili, ed anche per questo sono pericolose, se non dannose.

Se avessimo un’idea, un progetto a nostro giudizio vincente, l’uscita di questa figura ci direbbe che ci stiamo sbagliando, la nostra idea è errata. Questo errore produce, se non riconosciuto, certamente una perdita, un danno. Troppo sovente siamo convinti di ciò facciamo e prima ancora di ciò che pensiamo. Le nostre azioni sono, in genere, la conseguenza dei nostri pensieri: perciò se i nostri pensieri sono erronei, anche le nostre azioni e il loro frutto lo saranno.

Se siamo persone istintive, abituate ad agire prima e pensare poi, in questo caso il nostro istinto ci tradisce.

Se ci trovassimo nella condizione di avere dei debiti e volessimo chiedere un prestito a una banca o a una finanziaria, per risolvere tale situazione, la geomanzia ci mostra attraverso la sorella “l’Errore, la Perdita” una situazione pericolosa: agendo in questo modo i nostri debiti potrebbero crescere e diventare più numerosi. Dobbiamo analizzare meglio la nostra situazione e chiederci qual è la causa che ci ha messo nella condizione di avere difficoltà economiche.

Questa figura mostra sempre un eccesso di desideri, una mente confusa, molto instabile, che non sa stare mai ferma e che ci spinge ad agire sovente in modo sconclusionato, eccessivamente istintivo.

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